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Giovedì

01

Gennaio 1970

Il neuromarketing: cos’è e a cosa serve

Il neuromarketing: cos’è e a cosa serve

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Cos’è il neuromarketing? È una branca del marketing che ha preso piede soprattutto nell’ultimo periodo, studia il comportamento e le reazioni del consumatore durante l’acquisto.

Il termine neuromarketing è stato coniato da Ale Smitds nel 2002 e deriva dall’applicazione delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing.

Grazie allo studio della psicologia e della neurologia applicata al marketing si può ottenere una completa comprensione del consumatore e si possono così attuare strategie di vendita sempre più efficaci.

Questa nuova disciplina permette di applicare tecniche complementari al marketing tradizionale e risolvere in parte i limiti di quest’ultimo.

Devi però partire dal presupposto che il neuromarketing non è una scienza esatta e che non sempre le persone sono sincere riguardo alle loro sensazioni e ai loro pensieri.

Il neuromarketing è davvero un modo innovativo di guardare al consumatore e applica anche conoscenze di psicologia comportamentale, cognitiva e sociale.

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Perché applicare il neuromarketing alla tua azienda

Il 95% delle decisioni di acquisto fatte dal consumatore vengono influenzate da processi che coinvolgono l’inconscio e l’irrazionalità.

Nell’arco dell’intera giornata il nostro cervello immagazzina un sacco di nozioni e risponde ad altrettanti stimoli sensoriali come annunci pubblicitari, cartelloni stradali, colori, odori e suoni.

Sono proprio questi stimoli e questi meccanismi a far associare ad un marchio un particolare 

suono, un’emozione o un colore.

È scientificamente provato che i marchi che riescono a scaturire emozioni positive in una persona aumentano esponenzialmente il loro successo e le loro vendite.

Il processo che permette alle persone di affezionarsi ad un brand o di prestare maggiore attenzione ad una determinata pubblicità viene studiato dal neuromarketing.

Per questo dovresti pensare di fare uno studio approfondito del neuromarketing e come applicare i principi di questa disciplina alla tua azienda.

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Alcuni esempi su cos’è il neuromarketing

Ora che hai capito cos’è il neuromarketing vediamo alcuni esempi.

Convenienza

Alcune volte il nostro cervello ci fa scegliere un prodotto in base alla convenienza percepita, non sempre acquistiamo soltanto quello che ci serve ma spesso quello che conviene.

convenienza nel neuromarketing

Se ci presentassero così questa bevanda (immagine uno) probabilmente compreremmo la bevanda da 2€ perché soddisfa la nostra sete e conviene alle nostre tasche.

convenienza alterata nel neuromarketing

Se invece, come in questo caso, aggiungessero una terza opzione, la bevanda da 4€ sarebbe la nostra scelta: costa meno di quella grande ma abbiamo quasi la stessa quantità, è davvero conveniente!

Sensazione

Il nostro cervello viene condizionato spesso anche da pubblicità che vanno a suscitare una sensazione, come ad esempio quella della sete.

sensazione nel neuromarketing

Lo sa bene Coca-Cola che nel suo marketing ha sempre usato immagini delle sue bottiglie dall’aspetto “luccicante” che quasi fanno provare al consumatore la sensazione di aver sete e dover bere.

L’aspetto “luccicante” degli oggetti stimola il cervello antico che associa questa caratteristica all’acqua e ai liquidi in generale, nostra prima fonte di vita.

Veicolare l’attenzione

Il neuromarketing permette anche di veicolare l’attenzione del lettore verso una o più parti del testo scritto.

veicolare l'attenzione nel neuromarketing

In questa immagine si può vedere come la nostra attenzione cambia a seconda della posizione e dello sguardo del bambino.

Nel primo caso ci fermeremo a guardare lui, mentre nel secondo siamo spinti dalla curiosità di guardare quello che anche lui sta guardando.

Proprio come accade anche qui:

attenzione neuromarketing

Emozione

A volte il neuromarketing cerca di fare leva sulle emozioni dell’acquirente facendolo sognare e commuovere.

Inoltre il senso le pubblicità possono creare un senso di comunità e far scattare emozioni e sensazioni positive in chi guarda.

Cos’è il neuromerketing? Chiariamo con un esempio ben applicato nella pubblicità, cioè quello che fa Mulino Bianco per promuovere i suoi Pan di Stelle.

Attraverso questa pubblicità l’ascoltatore prova un insieme di emozioni positive.

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